Come farti le foto per gli incontri da solo, senza fotografo
Sembra che per delle belle foto servano un fotografo, una vita movimentata e mille occasioni. In realtà bastano il telefono, la luce del giorno che entra dalla finestra e un'ora libera. Vediamo come scattare immagini vive da solo, anche quando ti pare di non avere niente da fotografare e nessuno che lo faccia per te.
La cosa che più spesso blocca, quando si tratta di farsi le foto, non è la luce e nemmeno l'angolazione, ma il pensiero «non ho niente da mostrare e nessuno che mi faccia le foto». Vivi da solo, lavori da casa, non succede niente di speciale, e allora quali foto? La pensano così in tantissimi, e quasi sempre quella sensazione inganna. Un profilo non è un reportage su una vita entusiasmante, e nessuno se lo aspetta. Bastano pochi scatti sinceri da cui si capisce che sei una persona viva, aperta, accanto a cui si sta tranquilli. Immagini così te le fai davvero da solo, a casa, in una sera. Qui sotto vediamo come, e da dove partire quando ti sembra che non ci sia niente da cui partire.
«Non ho niente da fotografare e nessuno che lo faccia» si risolve
La scena per uno scatto la metti insieme in venti minuti, e un aiutante non serve affatto. Non aspettare l'occasione giusta, un viaggio o la compagnia: rischi di aspettare a vuoto. Prendi il telefono, cerca la luce del giorno, inventa una scena semplice. Qualche idea che non richiede né soldi né persone:
- La scrivania di casa. Lavori da remoto e non c'è nessuno che ti scatti? Appoggia il telefono su un treppiede economico o contro una pila di libri, prepara il piano: portatile, tazza, un paio di oggetti. Siediti come se stessi lavorando e fatti una foto con l'autoscatto, alla luce che entra dalla finestra. Viene fuori l'immagine viva di una persona indaffarata, non il vuoto di un selfie.
- Una passeggiata apposta per le foto. Scegli un posto con una buona luce e uno sfondo tranquillo (un viale del parco, il lungomare, una via silenziosa, una libreria) e vacci mezz'ora apposta per scattare. Non ti serve un pretesto, e nemmeno qualcuno con cui andarci.
- A casa, ma mentre fai qualcosa. Prepara il caffè, cucina qualcosa di semplice, annaffia le piante, prendi la chitarra o un libro: una cosa che fai davvero. Uno scatto mentre sei in azione vicino alla finestra racconta «questa persona ha una vita», anche se è un comune martedì.
- Al bar, vicino alla finestra. Ordina un caffè, appoggia il telefono alla borsa, imposta l'autoscatto, guarda fuori. Luce morbida e sfondo vivo, e non serve nessuno accanto.
- Con l'animale. Se hai un gatto o un cane, uno scatto sincero con lui è tra i più simpatici di tutti, e rovinarlo è quasi impossibile.
Il punto non è inventarti la vita di un altro. Mettere in scena uno scatto è normale, lo fanno tutti. Stai solo creando le condizioni per mostrare il vero te al meglio.
La luce conta quasi quanto tutto il resto
Una buona foto è per l'ottanta per cento questione di luce. Quella morbida del giorno, dalla finestra o all'aperto in una giornata nuvolosa, fa per il viso più di una fotocamera costosa. Cosa evitare: la luce del soffitto (ombre sotto gli occhi, aria stanca), le lampadine gialle, il flash sparato in faccia. All'aperto la luce migliore è nella prima ora dopo l'alba e nell'ultima prima del tramonto. Regola semplice: gira il viso verso la luce, non darle le spalle.
Fotocamera, angolazione e scatto in solitaria
Usa la fotocamera principale, non quella frontale: è più nitida e deforma meno. Tieni il telefono all'altezza degli occhi o appena più in alto, perché dal basso si ingrossano mento e naso. Non avvicinarti troppo: da un metro e mezzo o due, con un po' di zoom, il viso resta naturale. L'aiutante non serve. Appoggia il telefono a qualcosa di stabile o mettilo sul treppiede, attiva l'autoscatto o la raffica, e lo scatto lo fai comodamente con il tasto del volume. Scatta con abbondanza, una quindicina o ventina di immagini, muovendoti e cambiando espressione, e poi scegli la migliore.
Quali scatti ti servono
A un profilo serve un insieme, non una foto sola:
- La principale: viso nitido, occhi ben visibili, espressione viva. Si gioca tutto nel primo secondo.
- A figura intera: mostra la corporatura in modo onesto, e senza sembra quasi che si nasconda qualcosa.
- In contesto: mentre fai qualcosa, in passeggiata, con una passione, così dai a chi guarda un motivo per scriverti.
Cosa allontana
- Gli occhiali scuri nella foto principale: non si vedono gli occhi, e la fiducia cala.
- Una foto di gruppo come prima: non si capisce chi sei tra tutti.
- Filtri pesanti e ritocco: si notano in un attimo e remano contro di te.
- I selfie allo specchio, in palestra o in auto: danno un'aria sciatta.
- Scatti troppo lontani, sfocati o tutti uguali tra loro.
La naturalezza vale più della posa
Uno scatto vivo batte quasi sempre una posa rigida. Il sorriso vero arriva quando parli o ridi, non quando ti blocchi al «tre». Fotografati nel momento in cui ti senti a tuo agio. L'obiettivo non è trasformarti in un'altra persona, ma mostrare il vero te al meglio, ed è proprio questo a far scattare la risposta.
Il passo dopo: scegliere le migliori
Non aspettare che la vita diventi «abbastanza interessante». Una foto buona puoi fartela già questo fine settimana, da solo, con il telefono, vicino a una finestra. Spesso è proprio la prima foto buona a cambiare il modo in cui ti rispondono, e questo cambia anche come ti senti. Scatta con abbondanza e fatti dare uno sguardo da fuori: valutare le proprie foto a mente fredda è quasi impossibile, perché non vedi quello che vede uno sconosciuto in un secondo. Il nostro strumento Le foto migliori passa in rassegna i tuoi scatti e ti dice quali tenere e quale mettere come foto principale. E per sceglierle passo dopo passo, leggi il nostro articolo «Come scegliere le foto per il tuo profilo di incontri».
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